
Il problema è che non c'è nulla di amoroso su cui potermi appoggiare. Vorrei solo un'infatuazione normale per il solito tipo irraggiungibile con cui convivere; invece nulla.
La scuola offre proprio niente, se non la voglia di fuggire.
Nulla è più come in quarto ginnasio, quando sembrava tutto quanto estremamente fantastico, non si perdeva un'assemblea e nemmeno un incontro autogestito nel parchetto là fuori...era solo perché eravamo più piccoli, oppure manca davvero qualcosa rispetto a qualche anno fa?
C'ho voglia di viaggi e un treno in cui sentire e cantare Guccini.
Okay, è un periodo in cui sono praticamente monotematica, mi fisso su cose e le prendo per semi-divinità. Forse anche su persone, anche se non vorrei proprio.
Bologna.
Sono tre anni che io me la penso come la soluzione di tutto, perché è sicuramente da lì che parte tutto: musica, libri, parole, fumetti.
Bologna (la rossa e fetale...). E sia.
(Obiettivi immediati e probabilmente realizzabili: il biglietto per il Maestrone (lo voglio anche io!) / Fascisti su Marte e le cassette dell'Ottavo Nano / Un cd vecchio dei REM / Il biglietto per Bergonzoni / Rileggere tutti i PK in ordine cronologico / Scoprire perché il mio insegnante (stupendo) di fumettistica di cognome fa Tamburini, sarà mica non solo una coincidenza? / Lasciare perdere quella stor...no, questo so di non potere. E mi brucia.)
I cimiteri sono posti strani.
Si cammina fra i lunghi filari di tombe, si leggono nomi a grandi lettere sulle cappelle di famiglia, si scorrono gli occhi su interminabili inquietanti lunghe file di loculi.
Magari, si cercano anche i nomi più strani, o i nostri omonimi.
In una sfrenata macabra curiosità, si incomincia ad osservare le foto e a leggere le dediche.
Ed ogni tanto, capita di trovare un volto. Degli occhi, un sorriso leggero / in bianco e nero. E capirlo, intenderlo, averlo dentro.
Ieri sono andata a Poviglio, nell'Emilia, a trovare un altro meraviglioso pezzo della mia famiglia; non mi sarei mai aspettata di sentirmi così a casa, così «nipote». Ebbene, anche un po' emiliana sono, allora!
E ho camminato in silenzio nel cimitero di Poviglio.
La cosa strana dei cimiteri è che, di solito, tu non ti senti triste. Ti senti a metà fra un atavico interesse e una istintiva, dissonante curiosità...almeno, per me è così; non sono posti in cui piango i miei morti. Sono posti in cui io do uno sguardo ai morti di tutti.
Okey, non voglio che mi prendiate per tombarola o peggio per malata mentale!
È soltanto una riflessione, anche sul mio carattere. Chissà, forse è solo un buttare giù sensazioni anomale. Però io in un camposanto mi sorprendo, silenziosa, a scoprire dalle parole di mio padre nomivitaocchi di parenti mai visti o mai conosciuti, o a scovare una faccia che mi sarebbe stata simpatica, o viceversa lo sguardo di una massaia antipatica...
Com'è strano, come mi sorprende.
Comunque la gente dell'Emilia è davvero bella. Credo che persone così gentili, qui a Roma, se ne stiano rintanate sperando di ritornare presto a Reggio...:°.
E poi il dialetto è stupendo. Io ancora non lo capisco tutto, ma così tutto incollato e dal sapore antico e mescolato...mi piace sentire parlare mio zio, o sorridere mentre lui s'infervora e s'arrabbia.
..mentre tornavo in Toscana per la notte, ho sentito tutto il Samuele Bersani che avevo con me. E mi sono sentita, almeno per un po', in pace con il mondo e con me stessa.
Grazie (a tutto, a ieri).
(Un appunto, da buona appassionata di calcio internazionale: che schifo di partita, ieri, folks.)
Mi raccomando:
.
_________Begli Amanti Scellerati.
Se la scelleratezza
È amarti come se non ti conoscessi
E farlo soltanto perché continui il tempo
A scorrere
Nelle notti finte
Buie di luce
La scelleratezza – se è così
Oh mi piace che mi invada // che mi faccia amare
Che mi faccia sfuggire al confronto
Con le sensazioni e il loro sonno
Nell’incoscienza, nella malizia
E stringerti fino a farti male
Noi due inchiodati a questo letto
E tu il mio oggetto - sospeso.
La mia scelleratezza di plastica
Almeno per questo tempo.
stra stra stra © mio, darkshines, cynical. Ci tengo un sacco.
Questa era la poesia mia che ho fatto leggere alla gentile DarkGreene, cui è piaciuta tantissimo.
E ne sono felice...
Comunque alla fine nieeente Carmen, ç___ç, perché nessuno è voluto venire con me, l'unico che sarebbe venuto sarebbe stato mio padre che, giustamente, sta per tutta la settimana a Bruxelles.
Diamine, non è mica sfiga normale questa!
In compenso, novità della settimana, ho la stampante nuova all-in-one che per prima cosa Funziona, per seconda ha lo scanner...che ho subito utilizzato con piacere :).
Adesso ho imparato a suonare alcune canzoni, semplici ma bellissime, dei La Crus *-* e le suono con piacere, anche se mia madre non è troppo contenta...uff...
♪ ultimamente la cosa che più m'ispira sia musicalmente che letterariamente è Milano. Ed è abbastanza incredibile. Non mi capisco troppo, e le mie amate amiche mi pigliano pure per scèma...e vabbè, pazienza.
Ho voglia, contemporaneamente, di tornare in Sicilia. Mi accorgo di volerle bene a quella terra bellissima, unica.
Eh...sto vivendo una fase contraddittoria.
(l'incontro con Christian Raimo l'11 è andato benissimo. Ma mi sono sorpresa di essere stata l'unica ad avere alzato la mano quando hanno chiesto chi avrebbe voluto fare lo scrittore...bah...'sti giovani...)